Da dove veniamo
Perché abbiamo scelto un nome che fa sorridere
Per un pugno di donne · 18/06/2026
Il nome è nato una sera, alla fine di una lezione. Stavamo ragionando insieme, come capita sempre quando si chiude, e qualcuna ha lanciato lì una frase, quasi per gioco: «Per un pugno di donne».
È rimasta nell'aria tutta la sera. Perché quel pugno non è un gesto di violenza: siamo noi, un numero piccolo, stretto, che si tiene. Un titolo che gioca con un vecchio film e capovolge il senso di una parola dura, trasformandola in qualcosa che protegge invece di colpire.
Ci siamo conosciute in un corso di lettura espressiva, poi di teatro. Non per diventare attrici, ma per fare i conti con le nostre ansie, le timidezze, le paure. E lungo la strada abbiamo cominciato ad ascoltarci davvero: le altre, e noi stesse.
Questo spazio nasce da lì. Non è un osservatorio, non è un elenco di numeri. È il racconto di sette persone che hanno trovato la voce, e che adesso la usano per aprire una porta. Anche a te.
È rimasta nell'aria tutta la sera. Perché quel pugno non è un gesto di violenza: siamo noi, un numero piccolo, stretto, che si tiene. Un titolo che gioca con un vecchio film e capovolge il senso di una parola dura, trasformandola in qualcosa che protegge invece di colpire.
Ci siamo conosciute in un corso di lettura espressiva, poi di teatro. Non per diventare attrici, ma per fare i conti con le nostre ansie, le timidezze, le paure. E lungo la strada abbiamo cominciato ad ascoltarci davvero: le altre, e noi stesse.
Questo spazio nasce da lì. Non è un osservatorio, non è un elenco di numeri. È il racconto di sette persone che hanno trovato la voce, e che adesso la usano per aprire una porta. Anche a te.