Dialogo tra noi
Cosa abbiamo capito salendo su un palco
Per un pugno di donne · 18/06/2026
— All'inizio non volevo nemmeno alzarmi dalla sedia. L'idea di stare in piedi davanti agli altri mi paralizzava. Pensavo: cosa ci faccio qui?
— Per me era la voce. Usciva sottile, come se chiedesse scusa di esistere. La prima volta che ho dovuto parlare forte mi sono sentita nuda.
— E invece guardaci adesso. Non siamo diventate altre persone. Abbiamo solo smesso di rimpicciolirci.
— È questo il punto. Il teatro non ti insegna a fingere. Ti dà il permesso di prendere spazio. Di occupare la scena con tutto il corpo, senza scusarti.
— A me è servito fuori, più che dentro la sala. Ho cominciato a dire quello che penso anche quando non recito. A non sparire nelle conversazioni.
— Forse è questo che vogliamo passare a chi ci legge. Che la voce si allena, come un muscolo. E che vale la pena allenarla.
— E che non serve essere brave. Serve esserci.
— Per me era la voce. Usciva sottile, come se chiedesse scusa di esistere. La prima volta che ho dovuto parlare forte mi sono sentita nuda.
— E invece guardaci adesso. Non siamo diventate altre persone. Abbiamo solo smesso di rimpicciolirci.
— È questo il punto. Il teatro non ti insegna a fingere. Ti dà il permesso di prendere spazio. Di occupare la scena con tutto il corpo, senza scusarti.
— A me è servito fuori, più che dentro la sala. Ho cominciato a dire quello che penso anche quando non recito. A non sparire nelle conversazioni.
— Forse è questo che vogliamo passare a chi ci legge. Che la voce si allena, come un muscolo. E che vale la pena allenarla.
— E che non serve essere brave. Serve esserci.